FINALMENTE DISPONIBILE LA COMPILATION "SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS!"
E’ finalmente disponibile per la vendita la compilation "SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS!".
La compilation su CD raccoglie i brani di 21 gruppi italiani che cantano di morte sul lavoro, di malattie professionali, di precariato, di disastri ambientali. 21 canzoni dai toni duri e dal sound ska-punk-combat rock, che chiamano alla lotta per difendere il diritto dei lavoratori a un lavoro sicuro e dignitoso!
La track list della compilation è la seguente:
- Back to Business - Perché?
- Banda Bassotti- Marghera 2 Novembre
- DCP - The future is unwritten
- FEV (featuring Modena City Ramblers) - Pane e libertà
- FFD - Proletario
- GANG - Sesto San Giovanni
- Gavroche - Precario
- Guacamaya - Know Your Rights
- La Ghenga del Fil di Ferro - Italia assassina
- Latte + - L'Italia sta bruciando
- Linea - Luce sul cantiere
- Los Fastidios - St. Precario day
- Malavida - Tresette con il morto
- Mauri Clash & Max Perry - Know Your Rights (The Clash cover)
- NH3 - Eroi senza volto
- No Relax - Buonanotte
- Punkreas - Più di voi
- Reazione - Forse un giorno vincerà
- Redska - La rivolta
- Ruja Karrera - Onda economica
- Statuto (featuring Marino Severini) - In fabbrica
La compilation nasce grazie all’entusiastico supporto delle band che hanno messo i loro brani a disposizione, al formidabile sforzo dell’etichetta discografica One Step Records, all’aiuto di tantissimi amici e media partners che mi hanno supportato nella realizzazione e nella diffusione del progetto.
Mi preme sottolineare che il progetto della compilation è del tutto autofinanziato e no profit e che il ricavato delle vendite sarà devoluto all’Associazione Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro “Ruggero Toffolutti” di Piombino (LI).
A seguire e in allegato la presentazione della compilation e dell’Associazione “Ruggero Toffolutti”.
Il costo della compilation è di 12 euro comprensivo di spese di spedizione.
Per l’acquisto del CD è sufficiente scrivere al sottoscritto, indicandomi l’indirizzo a cui spedirlo. Vi comunicherò come effettuare il pagamento.
In alternativa la compilation può essere acquistata direttamente ai concerti di tutti i gruppi musicali partecipanti, oppure richiedendola alla One Step Records (fra@onesteprecords.it) e, a breve, anche nei migliori negozi di dischi e nei principali digital stores.
Marco Spezia
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SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS! : LA COMPILATION
PERCHE’ SICUREZZA SUL LAVORO ?
Ogni giorno lavorativo in Italia avvengono più di tremila infortuni sul lavoro. Quattro di questi sono infortuni mortali (fonti INAIL per il 2011). A questi vanno aggiunti i morti per malattia professionale, gli invalidi permanenti, i morti sul lavoro non denunciati perché abusivi.
Questa strage quotidiana, ignorata generalmente da giornali e TV, a meno che l’infortunio non abbia rilevanza mediatica, non è il frutto di tragiche fatalità o di errori umani come spesso viene riportato, ma la conseguenza di precise cause politiche ed economiche, tutte comunque riconducibili alla logica del profitto.
Gli imprenditori semplicemente non vogliono investire in costi non direttamente produttivi come quelli legati alla salvaguardia della salute dei lavoratori: impianti, presidi di sicurezza, dispositivi di protezione, formazione.
Anche se esistono leggi specifiche per combattere il fenomeno infortunistico e delle malattie professionali, queste vengono disattese continuamente dagli imprenditori e inoltre sono poco conosciute dai lavoratori, anche perché non è certo interesse di chi detiene il potere politico ed economico, diffonderle.
I controlli effettuati dagli organismi di vigilanza, a fronte di un organico del tutto inadeguato, sono sporadici e non riescono a coprire nemmeno il 5% delle realtà lavorative.
A parte casi eccezionali (ThyssenKrupp ed Eternit) le pene per gli imprenditori che non rispettano le leggi sulla sicurezza e che causano infortuni e morti sono del tutto irrisorie.
Le organizzazioni sindacali (a parte qualche caso) fanno poco o niente per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonostante la legge glielo consenta anche in maniera molto incisiva.
Sono nate così associazioni autoorganizzate e autofinanziate di lavoratori e cittadini per combattere contro la guerra delle morti sul lavoro.
Io personalmente, come ingegnere, libero professionista, tecnico della sicurezza sul lavoro, ho deciso di dar vita al Progetto “SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS!” (del tutto volontario e senza fini di lucro) con lo scopo di diffondere a più persone possibili informazioni sulla salute e sulla sicurezza del lavoro (aggiornamenti normativi, manifestazioni e iniziative a sostegno della salute e della sicurezza dei lavoratori, notizie sull’andamento del fenomeno infortunistico in Italia) e fornire a sindacati di base, associazioni, singoli lavoratori consulenze e appoggio tecnico.
PERCHE’ KNOW YOUR RIGHTS ?
Negli anni ’80 io, come molti, fui “folgorato sulla via di Damasco“ dall’unica banda che veramente ha contato: THE CLASH.
Mi sono sempre riconosciuto nei Clash (ma anche in tante altre band e cantanti) per la capacità di fondere la più bella musica del mondo con l’impegno sociale e politico.
Creando e sviluppando il Progetto “SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS!”ho coerentemente pensato a una modalità di diffusione dell’impegno sociale e politico dei diritti a salute e sicurezza sul lavoro che avesse anche la musica come altoparlante del messaggio.
Non a caso, e ci tengo a ricordarlo, l’idea del Progetto mi venne per la prima volta a un concerto dei carissimi amici e compagni Linea, dopo avere ascoltato la loro canzone “Luce sul cantiere” dedicata ai morti sul lavoro e dopo una chiaccherata post concerto con Mauro e Gianmarco.
Decisi pertanto di dedicare il Progetto ai Clash chiamandolo col titolo di una loro canzone “Know your rights”, che in questo caso vuol dire “conosci i tuoi diritti, perché soltanto sapendo quali sono, puoi combattere nel modo migliore per ottenerli!”.
Da allora KNOW YOUR RIGHTS assieme a SICUREZZA SUL LAVORO! ha sempre accompagnato ogni mia comunicazione e compare nel logo del “Progetto”.
PERCHE’ UNA COMPILATION ?
Da quando è nato, il Progetto ha trovato sostegno concreto anche di moltissimi gruppi della scena musicale italiana che hanno inserito il logo KNOW YOUR RIGHTS! nei loro flyer e nelle copertine dei loro dischi, che hanno indossato le magliette col logo del KNOW YOUR RIGHTS! ai concerti o nelle foto, che hanno diviso con me il loro palco per permettermi di diffondere il Progetto ai loro concerti.
Per me è stato un grande onore avere l’aiuto e il sostegno di grandi gruppi musicali come: Gang, Ghenga del Fil di Ferro, Guacamaya, Linea, NH3, Malavida, Mauri Clash & Max Perry, No Relax, Punkreas, Reazione, Redska, Ruja Karrera (in rigoroso ordine alfabetico) e di realtà o singoli come Associazione Culturale Joe Strummer Magenta, Cristiano “Ruvido” Balbo, One Step Records, Radio Alternative, Tributo Italiano a Joe Strummer.
Molti altri gruppi italiani (Banda Bassotti, FEV, Los Fastidios, Statuto, ecc.) hanno poi dedicato loro canzoni al tema delle morti e degli infortuni sul lavoro e in generale al tema della lotta per sicurezza del/sul lavoro.
E’ nata quindi l’idea di mettere insieme tutti questi gruppi e queste canzoni su una compilation dedicata alla lotta per la tutela dei diritti dei lavoratori con lo scopo di diffondere ulteriormente il messaggio della necessità della conoscenza dei propri diritti.
Scopo secondario della realizzazione della compilation (autofinanziata e del tutto no profit) è quello di raccogliere un fondo da devolvere all’Associazione Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro “Ruggero Toffolutti” di Piombino (LI).
La compilation è stata presentata in anteprima a Faenza il 29 settembre al Supersound 2012,il più grande festival della musica emergente italiana, organizzato dal M.E.I. (Meeting delle etichette indipendenti) e successivamente in occasione del Tributo Italiano a Joe Strummer tenutosi a Parma il 15/12/12.
Etichetta discografica: One Step Records Forlì
Distribuzione digitale: in collaborazione con MANIALTO! Milano
Media partners: AUDIOCOOP - MANIALTO! - M.E.I. - RADIO ALTERNATIVE - PUNKADEKA - PUNKITALIANO - UNITED WE STAND EVENTS & PROMOTION DIY
La compilation, come tutto il “Progetto”, non nasce da un singolo, ma da un gruppo di persone, accomunate dall’amore per la musica “da combattimento”, da ideali egualitari, antirazzisti e antifascisti, dalla consapevolezza che solo lottando possiamo sperare di cambiare una società che ci vuole solo schiavi nel nome del profitto.
Chi ha scritto queste righe è solo il referente, in quanto tecnico della sicurezza, del “Progetto”.
Marco Spezia

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO RUGGERO TOFFOLUTTI
L'Associazione Ruggero Toffolutti è attiva dal 1998 ed è stata fortemente voluta dai
genitori del giovane operaio da cui prende il nome, ucciso da un ingranaggio nella fabbrica Magona di Piombino.
Si batte, con ogni strumento non violento, in Toscana e fuori, per sensibilizzare l'opi-nione pubblica sull'insicurezza dei luoghi di lavoro e favorire la consapevolezza delle
responsabilità che stanno alla base della strage.
Incontri nelle scuole, concorsi per studenti e non, dibattiti, competizioni sportive, una
mostra itinerante, manifestazioni di protesta: tutto per ricordare che sul lavoro tornare a casa a fine turno è il principale dei diritti.
COSA VOGLIAMO OTTENERE
In Italia, giustamente, assistiamo a campagne di sensibilizzazione su tutto: dall’Aids
all’abbandono degli animali, dalla sicurezza stradale ai pericoli del sabato sera nel dopo-discoteca. Non c’è un minimo spazio dedicato a questa guerra continua che uccide
ogni anno circa 1.200 lavoratori. Non è questa un’emergenza quantomeno analoga a
quella della criminalità? In Lucchesia, in questi giorni, dovrebbero arrivare i caschi blu
dell’Onu, con tre morti in dieci giorni. Eppure no. Arriverà forse una piccola task-force
pronta a spostarsi non appena in qualche altra zona ci saranno altre morti. Ma dovranno essere morti fitte. Una qua, una là, non bastano ad intensificare gli interventi.
Servono solo ad alimentare le statistiche dell’Inail, anche se il totale dà, appunto, 1.200 omicidi bianchi l’anno.
Sono l’assuefazione e il concetto di fatalità a dover essere sconfitti a favore di una cul-tura trasversale della sicurezza. Sensibilizzazione, dunque, ma anche responsabilizza-zione e denuncia.
E’ facile ed anche utile imputare le colpe al profitto. Che ne ha molte. Quando le leggi
di mercato dettano le regole, il rispetto degli orari e dei ritmi , le misure di sicurezza,
diventano optional. E’ provato. In Italia si muore di lavoro per le stesse cause di un decennio fa. Eppure la mitica legge 626 avrebbe dovuto arginare il problema. Così non
è, e quella legge (oggi sostituita dal “Testo unico sulla sicurezza”) rischia di diventare
la classica foglia di fico dietro la quale possono trovare rifugio le istituzioni, i sindacati,
persino gli imprenditori. Sbagliato sarebbe comunque dare la colpa genericamente al
sistema.
Ciascuno di noi, individualmente, deve farsi carico di questi fatti e tradurli nelle attività che gli sono possibili. Non abbiamo velleità, lavoriamo semplicemente perché qualcosa cambi davvero.
Ad esempio, perché chi ha il dovere di controllare lo faccia, o sia messo nelle condi- zioni di farlo.
Perché chi ha il compito di tutelare l’occupazione si impegni di più anche sul versante
della malaoccupazione, dei diritti violati e non si limiti, di fronte ad un omicidio bianco,
a pensare alla colletta per i familiari o a fornire una possibile assistenza legale.
Perché non ci si fermi agli interventi di facciata.
Perché le responsabilità siano accertate velocemente con conseguente, rapida, applicazione della pena.
Se in un anno riusciremo a far sì che muoia anche un solo lavoratore in meno, avremo
raggiunto il nostro scopo.
COME VOGLIAMO MUOVERCI
Tradurre lo statuto nella pratica è un impegno quotidiano. Ogni associato è tenuto a
scavare dentro di sé, a cercare idee, a proporle e ad attuarle. Il nostro è un programma in continua evoluzione, in tutte le direzioni, con l’apporto di ciascuno sulla base della propria esperienza, nel proprio ambiente a partire dalle proprie occasioni.
Solo qualche spunto, pertanto, qualche idea iniziale in attesa di molte, molte altre.
La costituzione di parte civile dell’associazione nei processi per gli infortuni sul lavoro.
La tutela di un "interesse diffuso" e la conseguente offesa dell’ente che tale interesse
persegue Istituzionalmente è stata più volte oggetto di riconoscimento da parte del giudice penale. Ma a ben vedere, poco importa l’accoglimento o il rigetto della domanda di essere parte del processo.
Comunque è importante suscitare il dibattito, l’opinione, non fare dell’incidente sul lavoro, l’esclusiva materia del giudice, dell’imputato, delle vittime e dei familiari, ma della gente, dei lavoratori, di chi ha diritto a non lavorare o attendere i parenti con la
paura. La creazione di un riferimento per la conoscenza e la denuncia.
Già le Usl e gli ispettorati del lavoro hanno istituito numeri telefonici per le segnalazioni e l’informazione. L’associazione può essere un’ulteriore occasione per chi ha difficoltà a rapportarsi con le istituzioni, per chi è costretto a conservare il massimo anonimato. All’associazione il compito di farsi portavoce della denuncia e sollecitare indagini
e controlli. L’organizzazione di convegni, dibattiti, manifestazioni presso tutte le istanze, anche internazionali.
Come si muove la legislazione? Ci sono contraddizioni latenti? Ha senso, solo per fare
un esempio, favorire a livello europeo una legislazione che tutela la sicurezza e, contemporaneamente, che pone quale cardine dell’appalto pubblico la gara al massimo ribasso? C’è una vera "cultura della sicurezza" nella gente? Nei lavoratori? Nelle scuo-le?
La creazione di una rete ramificata in ogni regione, città, paese, fino al singolo posto
di lavoro. Una rete per diffondere la conoscenza delle cause degli incidenti, della sicu- rezza attiva e passiva dei macchinari, dei livelli a cui la durata della prestazione lavorativa diviene pericolosa. Una rete che utilizzi ogni mezzo, dalla conferenza al volantino, dalla statistica ad Internet.